STORIA – Luoghi di Sosta Pedonale

STORIAPROGETTOPROTOTIPODIARI

2007 – ORIGINE

Il progetto nasce nel marzo del 2007 come frutto della tesi di laurea in riqualificazione micro-urbanistica di Stefano Reyes dal nome “Via Mascarella: il cortile sulla strada”.

La tesi di fondo è che per dare valore, vivibilità e sicurezza fisica e sociale a una strada della città bisogna puntare sulla partecipazione popolare degli abitanti locali e sulla eventuale riqualificazione di piccole parti dell’ambiente di prossimità. Con minimi interventi miratissimi sullo spazio pubblico, atti a renderlo più ospitale e funzionale, si può non solo mostrarlo come più attraente per chi viene da fuori, ma renderlo più utile a chi vi abita vicino e alle attività commerciali che ad esso possono appoggiarsi.
In sintesi gli Abitanti della strada possono utilizzarla come parte integrante dello spazio utile alle attività della vita. Proprio come si fa con le varie parti di una casa.

2007 – PRESENTAZIONE ALL’AMMINISTRAZIONE

Nel Giugno dello stesso anno il progetto viene presentato, presso la nuova sede del Comune di Bologna, al Pesidente di Quartiere San Vitale Carmelo Adagio, all’assessore ai lavori pubblici Maurizio Zamboni e ad un equipe di tecnici riunitasi per l’occasione, fra cui anche la direttrice dell’ufficio lavori pubblici. L’incontro sembra promettere bene: l’amministrazione si dichiara molto interessata e disponibile ad intraprendere un percorso costruttivo sulla proposta. Purtroppo siamo sotto elezioni e il progetto si arena.

2008 – PRESENTAZIONE PUBBLICA

Il progetto viene presentato il 10 Dicembre 2008 alla  Libreria ModoInfoshop di Via Mascarella con la seguente introduzione: Riqualificare una città, una strada, non vuol dire soltanto lucidarne i pavimenti o riempirla di mercatini di natale. Gli abitanti non vivono di eventi eccezionali. Riqualificare vuol dire dare alla gente le condizioni fisiche per svolgere la propria vita come credono nel loro habitat.

Nel frattempo il progetto viene presentato in diverse occasioni pubbliche, dove trova sempre molte amicizie e nuovi sostenitori trasversali a ceti sociali e a gruppi di interesse tradizionalmente contrapposti. Fra questi troviamo le liste elettorali Bologna Città Libera e Altra Città, altri organizzatori di attività sociali come il Servizio Civile Internazionale e il Tavolo per la Pedonalizzazione del Quartiere San Vitale oltre a una impressionante quantità di Artigiani, Liberi Professionisti, Studenti, Docenti Universitari, Politici e Cittadini di ogni genere, censo ed età che si dichiarano favorevoli ed entusiasti riguardo alle possibilità urbanistiche ed al Progetto Culturale che questo rappresenta e potrebbe rappresentare per la Città.

ottobre 2009 – ESPOSIZIONE ALL’URBAN CENTER

Sabato 31 ottobre 2009 finalmente il progetto, rimodellato per l’occasione, va in mostra all’Urban Center di Bologna all’interno della mostra “Sostenibilità alla Bolognese” con il nome di “PiazzEcortile” che gli deriva dall’essere nel frattempo passato da progetto architettonico specifico per una determinata zona a Metodo generale per la progettazione di ambienti all’aperto di supporto alla vita sociale di strada.

novembre 2009 – NASCITA DEL GRUPPO

Durante il periodo della mostra si formano intorno al progetto molte attenzioni e si creano parecchi “contatti”, con architetti e non solo che sfoceranno il 18 Novembre 2009 nella formazione di un piccolo gruppo di progettisti appassionati all’iniziativa e ancor di più alla possibilità di metterla in pratica direttamente nella loro città.

2009 – INGRESSO IN VIA CENTOTRECENTO

Dal primo incontro novembrino decidono di provare a partire il 26 dello stesso mese con la prima visita in Via Centotrecento strada, ritenuta dal gruppo, ideale per provare a lanciare l’idea ai suoi abitanti.

marzo 2010 – DEFINIZIONE DEL PROGETTO – LUOGHI DI SOSTA PEDONALE

Per favorire la sperimentazione e l’attuazione del progetto e del suo metodo, creano una versione temporanea e semplificata che chiamano Luoghi di Sosta Pedonale (in realtà chiamate da tutti “Piazzette di strada”) per far fronte a risorse economiche ridotte, per facilitare il dialogo con l’amministrazione e migliorare la progettazione degli stessi assieme agli abitanti.

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